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Approfondimenti

Questa pagina raccoglie materiali prodotti dal Progetto Welfare Culturale - Molteplici Arti  ed altre risorse utili sul tema del welfare culturale.

La pagina si arrichirà nel tempo con il contributo dei partner del Progetto e della redazione del sito.

 

 

 
Registrazioni Audio

Un bel Welfare!

I materiali del convegno del 29 gennaio 2014

 

 
Video

Arti come bussole e levatrici: interventi video del convegno

Un seminario di approfondimento sul contributo della Community delle Molteplici Arti alla progettazione della città metropolitana, tenutosi a Bologna, l'11 dicembre 2015

 

Sintesi video del Convegno Un bel Welfare! - 29 gennaio 2014

 

 E' disponibile via YouTube una sintesi di 15' degli interventi della giornata.

 

 

 

Alessandro Bergonzoni: intervento al convegno "Un bel welfare"

29 gennaio 2014 - Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna.
Organizzato dall' Istituzione Gian Franco Minguzzi - Provincia di Bologna

 

Documenti

BIBLIOTECHE E WELFARE Di Fabrizia Benedetti

 Gli ambiti concettuali in cui si può  collocare il ruolo delle biblioteche sono diversi. Il più ovvio e universalmente riconosciuto è quello che le biblioteche garantiscano  l’accesso all’informazione e alla conoscenza attraverso tutti i  prodotti – anche quelli digitali -  dell’industria editoriale.
Le biblioteche pubbliche, in particolare quelle di prossimità, non hanno però un ruolo solo all’interno della catena del trattamento dell’informazione e del ciclo del sapere ma appartengono già di fatto anche all’orizzonte dello stato sociale e del welfare (...)

 

Bibliografia

La riqualificazione di Barcellona è stata ampiamente celebrato per la sua efficace combinazione di strategia culturale e riqualificazione urbana, finalizzata ad affrontare i problemi sociali. 
Il 'modello Barcellona' si è evoluto attraverso la modifica delle relazioni tra rigenerazione urbana, uso della cultura e modalità di governance. 
Il ruolo della strategia culturale si è trasformato da parte di un vernacolo culturale, con al centro la cittadinanza politica e sociale, fino a diventare uno strumento funzionale per garantire la coesione sociale e la commercializzazione del "brand" della città. 
Questo è collegato ad un graduale diluizione della democrazia partecipativa "bottom-up" nella governance. 
Le pressioni per affrontare la competitività internazionale stanno sfidando la sostenibilità del 'modello Barcellona', mentre gli attori locali stanno cercando di garantire la giustizia sociale.

 

Lo scopo di questo studio è quello di esplorare il rapporto tra accesso alla cultura e benessere psicologico individuale, al fine di fornire una possibile stima dell'impatto della partecipazione culturale sulla percezione soggettiva del benessere.
La ricerca esplorativa si è basata su un'indagine trasversale intrapresa su un campione medio-grande (n = 1500) dei residenti italiani nell'autunno 2008. Come indice di misurazione ci riferiamo all'indice di benessere psicologico generale (Psychological General Well-Being Index–PGWBI), uno strumento che è stato convalidato attraverso 30 anni di ricerca.
Inoltre, abbiamo somministrato al campione un questionario supplementare indagando sull'accesso a 15 distinte attività culturali connesse.
I dati sono trattati per mezzo di una metodologia specifica basati su ANN e Called TWIST. TWIST è stato sviluppato dal Centro Ricerche Semeion, Roma.
La nostra analisi suggerisce che la cultura ha un ruolo rilevante come fattore determinante del benessere individuale psicologico, nel senso che un sottogruppo selezionato di variabili culturali risultano essere tra i migliori predittori di livelli PGWB individuali. I nostri risultati permettono anche alcune considerazioni preliminari circa politiche sanitarie innovative focalizzat sul benessere, cha facciano leva sul ruolo della culture nello sviluppo umano e sociale.

 

Mentre la crescente complessità dei territori implica un cambiamento nella loro governance, il processo di soggettivazione della società moderna è accompagnato da una forte domanda sociale per la partecipazione. Con questa ipotesi, l'autrice ha cercato di determinare la capacità di Bordeaux e Quebec City a incarnare il rinnovamento democratico in campo culturale.
Mentre molti studi si concentrano sul tema della partecipazione dei residenti locali, in particolare in campo urbanistico o per l'ambiente, l'autrice ritiene sia necessario adottare uno sguardo nuovo sullo sviluppo culturale locale attraverso l'ottica del rapporto tra le parti interessate.
A questo proposito, l'autrice propone un approccio globale e riflessivo per capire il  fenomeno partecipativo, dal punto di vista di entrambi gli attori: istituzionali e sociali. Studia inoltre il quadro di riferimento che motiva l'azione culturale delle città, i valori e gli obiettivi che fondano le forme partecipative e determinano il ruolo degli attori nel processo decisionale, i canali e i mezzi di espressione preferiti dai cittadini e il loro impatto in termini di trasformazione dell'azione pubblica.
La sfida dello sviluppo culturale rimanda alla sfida politica della condivisione delle decisioni e della sfera pubblica con tutti i cittadini. In questa prospettiva la mediazione, in particolare quella del'associazionismo culturale, è essenziale per facilitare la connessione tra partecipazione e rappresentanza e quindi garantire la transizione verso un migliore sistema democratico. [Full Text disponibile]

 

Nelle analisi comparative delle politiche di welfare, le differenze cross-nazionali spesso sono state spiegate sia attraverso i profili specifici delle istituzioni statali di welfare, sia attraverso le "costellazioni" degli attori sociali. Tuttavia, il modo in cui le differenze culturali incidono sull'analisi è spesso ignorato, o almeno trattato come un problema più marginale. 
Lo scopo di questo articolo è quello di riflettere sul rapporto tra cultura e politiche di welfare statale, considerando come ciò potrebbe essere analizzato in una prospettiva comparativa. 
Viene introdotto Un quadro teorico per l'analisi, in cui il rapporto tra politiche culturali e welfare statale è concettualizzato come un complesso rapporto multi-livello incorporato nel contesto specifico di una particolare società, che può svilupparsi in modi contraddittori.

 

L'articolo mette in evidenza alcuni delle principali pre-condizioni necessarie per garantire che la cultura diventi un veicolo efficace di integrazione sociale all'interno di una data comunità. 
Se la società punta veramente a elevare il livello di libertà positiva negli individui - e quindi indirettamente, ma decisamente, contribuire allo sviluppo della coesione sociale - è necessario aiutare i cittadini nel difficile compito di discriminare tra modelli di scelta che sono efficaci nel formare identità e modelli che sono attraenti nel breve termine, ma alla fine deludenti da un punto di vista esistenziale.
Questa è infatti una delle principali sfide per le società post-industriali che abbiano come interesse comune quello di perseguire il benessere dei cittadini e della comunità.

 

Gli autori utilizzano il termine 'democrazia creativa' - coniato da John Dewey - per esplorare i modi in cui l'attività creativa degli artisti sia modellata da norme e pratiche democratiche.
Utilizzando il caso del Collettivo cinematografico e fotografico Amber nel nord-est dell'Inghilterra, viene discusso il processo di democrazia creativa, attraverso le fasi di avvio del progetto, controllo collettivo e di empowerment, e viene sottolineato come questa pratica sia diventata una caratteristica fondamentale della loro vita creativa.
Gli autori illustrano i notevoli vantaggi della democrazia creativa, mostrano come il collettivo si muova tra complessità e dilemmi, e indagano la sua rilevanza per gli attivisti culturali contemporanei. [Full Text disponibile con licenza Creative Commons Attribution-Non Commercial 3.0]

 

Istituzione Gian Franco Minguzzi - Via S.Isaia, 90 40123 Bologna
Telefono 051 528 8511 - Fax 051 521268
e-mail: minguzzi@cittametropolitana.bo.it

 
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